Come Kim Jong Il ha rapito un regista, prodotto un Godzilla tarocco e dato vita a un cult

Il dittatore nordcoreano voleva un blockbuster; in un qualche strano modo, l’ha ottenuto.

Pulgasari poster japan

di NICK ROMANO, 6 APRILE 2015  via Vanity Fair

Solo coloro che conoscono il mondo dello spettacolo entrano nel mondo dello spettacolo. Nascosto nella vivace Bedford Avenue a Williamsburg, Brooklyn, in un edificio che potrebbe sembrare abbandonato all’occhio inesperto, è la casa dell’ultimo vero cinema cult e d’avanguardia. E la scorsa settimana, è stata la sede di quello che potrebbe essere il capolavoro di Kim Jong Il: il Godzilla tarocco “Pulgasari”.

Definito “bizzarro” e “affascinante” da alcuni dei 23 Brooklynites che hanno partecipato alla proiezione del mese scorso, Pulgasari, il film – sui contadini poveri che uniscono le forze con una bestia gigante per combattere un imperatore tirannico – non è nemmeno folle quanto la storia di come è nata. L’autore Paul Fischer racconta la saga nel suo libro, “A Kim Jong-il Production: The Extraordinary True Story of a Kidnapped Filmmaker, His Star Actress, and a Young Dictator’s Rise to Power”. “La storia del libro è così seria”, scrive in un’e-mail a Vanity Fair, “il tirannico dittatore rapisce due persone, le imprigiona e le tortura, per costringerle al lavaggio del cervello. Ma poi questo terribile delitto porta in qualche modo ad un buffo B-movie di mostri. È così assurdo, così ridicolo”.

Prima che Kim Jong Il fosse Kim Jong Il, era un grande fanatico del cinema. Mentre suo padre, Kim Il Sung, era al potere, Kim Jong Il avrebbe accumulato una biblioteca di oltre 15.000 titoli e sarebbe cresciuto ammirando personaggi come James Bond e Rambo. Ha anche creato un circuito sotterraneo di film bootleg, dato che ai nordcoreani non era permesso guardare la maggior parte delle uscite internazionali.

Il tiranno in formazione sarebbe arrivato a supervisionare l’intera industria cinematografica nordcoreana, mentre era sempre più coinvolto nel governo. Ha inteso il mezzo come un’arma strategica che avrebbe potuto sfruttare sia per elevare il suo paese agli occhi del mondo che per educare il pubblico internazionale sui valori comunisti del D.P.R.R.K. (Repubblica Democratica Popolare di Corea). Purtroppo, quest’ultimo non è rimasto impressionato da ciò che la Corea del Nord aveva da offrire. Ai suoi occhi, l’industria cinematografica della Corea del Nord era in ritardo rispetto al resto del mondo; i registi non avevano competenze tecniche, gli attori non stavano migliorando e i film non erano innovativi.

Kim credeva che ci fosse soltanto una persona in grado di salvare l’industria che amava così tanto: Shin Sang Ok, il regista più in voga della Corea del Sud. Il dittatore aveva in programma di attirare Shin in Corea del Nord attraverso sua moglie, Choi Eun Hee, che era una delle attrici più richieste della Corea del Sud. Choi è stata rapita per prima, dopo essere stata attirata in Cina con l’inganno, e Shin l’ha seguita dopo la sua scomparsa. Choi fu tenuta in carcere ma coccolata, mentre suo marito fu mandato in un campo di prigionia dopo molteplici tentativi di fuga; entrambi si resero presto conto, però, che la fedeltà alla Corea del Nord era la loro unica speranza di tornare a casa. “Odiavo il comunismo, ma dovevo fingere di esservi devoto, per fuggire da questa sterile repubblica”, ricorda Shin in un’intervista del 2003 con The Guardian. “E’ stata una follia”.

Con Kim come produttore esecutivo che ha approvato tutte le idee creative, Shin ha creato un totale di sette film per “the Great Leader” con Choi come protagonista. La loro ultima collaborazione insieme, quella che li ha aiutati a scappare, è stata Pulgasari.

Ispirato dal giapponese “Il ritorno di Godzilla”, Kim ha esortato Shin a creare un film di mostri che avrebbe ugualmente impressionato gli occidentali. Anche se Kim disprezzava i giapponesi, mise da parte il suo orgoglio e voleva fra i suoi gli autentici effetti speciali giapponesi oltre a Kenpachiro Satsuma, l’uomo con la tuta di Godzilla. Secondo Satsuma, lui e i membri della sua troupe pensavano di essere stati assunti per un film girato in Cina quando invece atterrarono in Corea del Nord. “Ci sono state migliaia di morti in Corea del Nord”, scrive Fischer via e-mail, “ma allo stesso tempo arriva Kim Jong Il, e la sua idea di far progredire gli obiettivi del regime è quella di rapire due registi sudcoreani, ingannare alcuni membri della troupe cinematografica giapponese, affogarli tutti in regali e lusso, giocare con tute di gomma e fare una copia di Godzilla”.

Il mostro titolare di Pulgasari non è, come Godzilla, nato dall’energia nucleare; un anziano fabbro, affamato in una cella di prigione, lo modella dal riso e il sangue della figlia gli dà vita. Affamato di ferro, Pulgasari abbatte il malvagio imperatore, ma poi minaccia le risorse stesse dei contadini che lo hanno sostenuto. Descritto da Fischer come “unico e demente”, Kim vedeva il film come una metafora per “la lotta del popolo contro l’avidità, la ricchezza privata e l’oppressione”, includendo tuttavia un personaggio dittatoriale, l’imperatore che, apparentemente involontariamente, rispecchia Kim stesso.

Per gli attuali spettatori americani ciò che spicca di più è la scadente fattura del film e l’ovvio effetto camp; è difficile prendere sul serio un film degli anni ’80 che sembra però appartenere negli anni ’60, e il piccolo Pulgasari suona come un giocattolo che squittisce rabbioso.

Nonostante i suoi molti difetti, Pulgasari è stato un successo in Corea del Nord, e Kim lo considerava un capolavoro. Per Shin e Choi, è stato il film che ha salvato la loro vita. Ai due fu consentito di recarsi a Vienna in viaggio d’affari e colsero l’occasione per scappare all’ambasciata americana. Kim ha reagito ritirando il nome di Shin dai titoli di testa dei suoi film, etichettandolo come traditore, e ordinando che tutti i suoi film, incluso Pulgasari, fossero banditi dalle sale, secondo il libro di Fischer. (Pulgasari non viene ancora proiettato nelle sale nordcoreane, anche se probabilmente ha fatto il giro come DVD bootleg o download illegale).

Sarebbero passati molti anni prima che Pulgasari sviluppasse una fanbase attraverso una circolazione limitata. ADV Films, una società di distribuzione anime statunitense, ha rilasciato una copia in VHS nel 2001. Da allora, i cinema underground e indie, come lo Spectacle, hanno continuamente ospitato proiezioni. Solo negli ultimi due anni, il Projection Booth Cinema in Canada, il gruppo Liberty in Corea del Nord della Columbia University a N.Y.C., e il Cuban bar di Bristol, Regno Unito, hanno assistito alla sua magia. È anche possibile guardare il tutto su YouTube. Nonostante il cinema Spectacle abbia avuto solo tre proiezioni totali del film, un rappresentante ha affermato che i suoi clienti non ne hanno mai avuto abbastanza. “Non per essere un maiale capitalista, ma scommetto che il pubblico impazzirebbe per i pulgasari di peluche”.

2018-12-03T19:19:37+00:00

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