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Ellen Zweig Z'EV proiezione 16 dicembre

Ad un anno esatto dalla sua morte, Spettro Records e Ikigai vuole ricordare Z’EV ( nato Stefan Joel Weisser, Los Angeles, 8 febbraio 1951 – Chicago, 16 dicembre 2017), poeta, percussionista, filosofo e artista visivo che ci ha lasciato troppo presto.
 
Dopo il concerto di Maurizio Abate verrà proiettato il documentario “Heart Beat Ear Drum“, di Ellen Zweig (2015, 75 minuti), un ritratto dell’artista e musicista, conosciuto all’inizio per l’attitudine e la furia punk con cui batteva rifiuti metallici raccolti dalla strada e dalle fabbriche, seguendone il percorso sia artistico che personale che l’ha condotto ai margini dell’arte e delle profondità del cuore umano.
Oltre alle interviste a Z’EV, nel documentario comunicano vari artisti che hanno lavorato con lui sin dai primordi degli anni 70, curatori che l’hanno incontrato negli 80, e giovani di cui ne hanno soltanto ascoltato le registrazioni o letto i testi filosofici.
 
In occasione della proiezione sarà possibile visionare l’archivio di cassette e nastri lasciato da Z’EV alla Spettro Rec, registrazioni anche inedite risalenti agli anni ’70. Associazione Ikigai e Spettro sono alla ricerca di qualcuno che sia disponibile a digitalizzare questo enorme archivio. Per chiunque fosse interessato prego contattarci.
 
La proiezione del documentario è gratuita riservata ai soci AICS 2018/19. Inizio ore 21:00, dopo il concerto di Maurizio Abate.
I posti sono limitati quindi si consiglia di venire in anticipo (inizio Maurizio Abate ore 19:00 puntuali). Il film sarà proiettato in lingua originale inglese senza sottotitoli.
 
 
Z’EV iniziò con studi di etnomusicologia alla CalArts, dove iniziò a creare strumenti percussivi con rifiuti industriali, pubblicando per diverse etichette musicali. Viene considerato un pioniere della musica industriale, etichetta che gli fu subito stretta, avendo affrontato, rielaborato e dato vita a
 
musiche di tutti i tipi, dalle tradizionali, all’ambient binaurale, fino alla gabber nella Rotterdam dei primi anni 90.
 
Nel 1983 il critico Roy Sablosky scrisse: “Z’EV non infrange semplicemente le regole, le cambia”, mentre per il giornalista Louis Morra “Z’EV è un perfetto esempio di arte performativa contemporanea, così come di composizione e teatro moderni”, “Z’EV riesce a realizzare gli obiettivi di tanti artisti modernisti: il primitivismo, l’improvvisazione, la congiunzione di vari media artistici, la figura dell’artista come creatore”.
 
Le sue opere scritte e sonore sono influenzate dalla Kabbalah e dalle musiche africane, afro-caraibiche e indonesiane. Studiò la musica Ewe (Ghana), il gamelan balinese e il tala indiano.
 
La sua prematura dipartita lascia un vuoto enorme, oltre che a un corpus di lavoro immenso di cui molto è ancora da scoprire.