Un nuovo documentario immortala i “coraggiosi e audaci” millennials della Corea del Nord

 

Proiezione di "The Jangmadang Generation" 15 dicembre Ikigai Room

 

Un nuovo documentario a cura di Liberty in North Korea, un’associazione umanitaria dedicata ad aiutare chi fugge dal regime di Pyongyang, mostra come la generazione dei millennials stia cambiando dall’interno il tessuto della società nordcoreana. 

 

di Anna Fifield, 15 dicembre 2017, articolo via The Washington Post

 Dall’esterno, potrebbe sembrare che la Corea del Nord non sia cambiata molto negli ultimi sette decenni. Ma dall’interno si è verificato un cambiamento fondamentale: una rivoluzione economica guidata da una generazione di millennials cresciuti come capitalisti in uno stato teoricamente comunista.

Sono la “Generazione Jangmadang“, e sono emersi come la più grande forza di cambiamento che la Corea del Nord abbia mai visto.

Nello straordinario documentario “The Jangmadang Generation“, Liberty in North Korea, o LiNK, un’organizzazione con sede in California che aiuta coloro che sono fuggiti dal regime dittatoriale, mostra come i giovani stiano portando il cambiamento nella Corea del Nord.

 

Un mercato jangmadang

 

Jangmadang” sono i mercati sorti durante la devastante carestia degli anni ’90, quando lo Stato non poteva più provvedere alla gente. Di conseguenza, ben 2 milioni di nordcoreani sono morti di fame e molti di coloro che sono sopravvissuti lo hanno fatto trasformandosi in imprenditori per necessità. Quelli con un po di mais facevano le tagliatelle di mais; quelli con i fagioli ne facevano tofu.

Il capitalismo si è radicato in questa società comunista e il regime ha dovuto tollerarlo o altrimenti rischiare una rivolta.

I figli della carestia degli anni ’90 sono cresciuti con i mercati come parte della loro vita quotidiana e sono, per molti versi, nativi capitalisti.

 

Scene dal film

 

Prendete Joo Yang, che aveva 6 anni quando la carestia è iniziata ed è cresciuto vedendo persone che muoiono di fame o di freddo. Ha iniziato a pensare di fare affari all’età di 14 anni, e ha iniziato a raccogliere gli avanzi di soia dalla pula in una fabbrica e a venderli.

Oppure Kang Min, separato per sempre dalla madre quando aveva appena 9 anni. Iniziò una nuova vita come mendicante di strada, o “rondine dei fiori” come sono conosciuti in Corea del Nord, guadagnandosi da vivere come borseggiatore nei mercati, lavorando poi fino ad importare calze e batterie dalla Cina.

O Danbi, che ha iniziato a importare vestiti dalla Cina – copie di abiti indossati in drama sudcoreani di contrabbando – facendoli indossa ai suoi amici in giro per i mercati, facendosi così pubblicità.

Come risultato della carestia, questi ragazzi sono cresciuti “coraggiosi ed audaci”, come dice la madre di Geumju, un’altra della generazione Jangmadang.

Facendo un salto in avanti di 20 anni e quei mercati jangmadang sono ora il fulcro delle città di tutta la Corea del Nord, essendo stati retroattivamente legalizzati da un regime che sapeva di non poter rimettere questo genio nella bottiglia.

 

 

Al giorno d’oggi, i mercati non sono solo un luogo per l’acquisto di cibo, vestiti e articoli per la casa. Sono diventati anche la camera di compensazione per le informazioni provenienti dal mondo esterno, un luogo dove si possono acquistare chiavette USB cariche di film e soap opera straniere.

Il film è nato dopo che i fuggitivi nordcoreani continuavano a dire a Sokeel Park, direttore per la Corea del Sud per LiNK, quanto questo cambiamento all’interno del paese fosse importante. Mentre il mondo esterno è ossessionato da Kim Jong Un e dalle sue armi nucleari, i nordcoreani comuni parlano dei cambiamenti che stanno avvenendo dal basso.

LiNK ha deciso di realizzare il film (in proiezione a Ikigai Room il 19 dicembre 2019 e in streaming gratuito qui e su Youtube (qui sotto), per mostrare storie umane dalla Corea del Nord. Per dimostrare che i giovani nordcoreani non sono automi sottoposti al lavaggio del cervello e non sono solo vittime. Che hanno una volontà, e che sono in prima linea nel cambiamento sociale all’interno della Corea del Nord.

“Questo è il paese più chiuso e repressivo del mondo”, ha detto Park, che ha diretto e narrato il film. “Ma abbiamo voluto far vedere al pubblico che i nordcoreani sono persone come noi, per mostrare che molte di queste persone hanno subito incredibili perdite e tragedie, ma per dimostrare anche il dinamismo che sta attraversando tutto il paese”.

Tutti i membri della generazione Jangmadang presenti nel film sono fuggiti in Corea del Sud, dove ora stanno studiando in università o facendosi la loro strada nel mondo. Mentre i nordcoreani più anziani lottano spesso per adattarsi al veloce e spietato capitalismo del Sud, la gente di questa generazione di solito si ambienta subito e mette radici.

 

Yeonmi Park, rifugiata nord coreana, autrice anche di un libro sulla sua esperienza, “La Mia Lotta per la Libertà”, pubblicato in Italia da Bompiani

 

“La nostra generazione è cresciuta imparando e vedendo la libertà, ma allo stesso tempo venendo repressa dal governo”, ha detto Huh Shimon. “Quindi il nostro desiderio di libertà è forte”.

Alla richiesta di definire cosa sia la libertà, ha detto: “Libertà significa poter lavorare in un certo luogo se si vuole, e non farlo se non si vuole, potersi fare gli affari propri se si vuole, vivere dove vuoi e poter andare dove si vuole”.

 

2019-12-05T22:33:32+00:00